Gloria (Lorraine De Selle), il fratello Rudy (Danilo Mattei) e l'amica Pat (Zora Kerowa) si recano in Amazzonia per una vacanza particolare. Gloria, laureanda in antropologia, ha intenzione di dimostrare che il cannibalismo è solo un mito senza alcun fondamento scientifico, frutto quindi dei pregiudizi del mondo "civilizzato". La meta è il villaggio di Majoca, situato lungo un affluente del Rio delle Amazzoni, dove alcuni giornalisti hanno indicato il verificarsi di alcuni casi di antropofagia. (Video)
Dopo essere penetrati all'interno della foresta amazzonica, i tre ragazzi cominciano a comprendere la pericolosità di quel posto selvaggio, saturo di predatori e trappole. In questo ambiente ostile incontrano Mike Logan (Giovanni Lombardo Radice) e Joe Costolani (Walter Lucchini), quest'ultimo ferito durante uno scontro con i membri di una tribù.
I due, legati al traffico di cocaina, avevano deciso di inserirsi anche in quello di pietre preziose. Catturati dai selvaggi sono stati torturati fino alla fortunata fuga. Al loro terzo compagno, il Portoghese, è andata molto peggio. E' stato infatti evirato e i selvaggi si sono divisi il lauto pasto.
Gloria capisce che se le storie dei colonialisti sul selvaggio crudele non sono sempre vere, forse anche l'idea del buon selvaggio non è sempre corretta...
Se da una parte Gloria mostrerà di non essere in grado di unire i suoi studi teorici allo studio sul campo, Pat mostrerà invece un nascente piacere verso la percezione della forza e del sadismo liberato da Mike. Lei trasformerà quell'energia distruttrice in energia sessuale, liberando quindi in un'associazione ancestrale.
Si verrà a creare un'alternaza di palcoscenici al centro di quella natura selvaggia. Vedremo gli anziani della tribù assistere agli scontri spontanei tra animali selvatici, o trasformarsi in diretti partecipi dell'uccisione di animali. Al di là del sipario troveremo invece dei ragazzi le cui interazioni risulteranno altamente patologiche, sia tra loro sia con i membri della tribù. Una finestra sul cortile del cannibal movie.
Altra alternanza è tra la stessa Foresta Amazzonica e la città di New York, dove si svolgono le indagini su l'omicidio di un tossicodipendente. L'omicidio è avvenuto nell'appartamento di una guida turistica ritenuta legata sentimentalmente a uno spacciatore, ossia lo stesso Mike che ora è in America Latina. Avremo quindi un poliziesco, più poliziottesco in trasferta che 87º Distretto, alternato a un cannibal movie. Il salto geografico, presente anche in "Mangiati Vivi", sostituisce il salto geografico/temporale di "Cannibal Holocaust".
Nella recensione di "Mangiati Vivi" abbiamo parlato dei legami e delle influenze tra Lenzi e Deodato, anche in questo film si notano dei punti di contatto. Se Deodato deciderà di chiudere la sua trilogia dei cannibali con "Inferno in diretta", dove un intro tipico dei cannibal movie sfocia in un'avventura tropicale contaminata da elementi slasher, Lenzi decide invece di presentare la tipica comitiva di quel genere cinematografico per poi incanalarsi in uno dei cannibal movie più estremi e crudi. Nel film avremo infatti la ragazza moralista e pura, Gloria, il ragazzo fisicato e giusto, il fratello Rudy, la puttanella, cioè Pat, e lo schizzato drogato, Mike. Comitiva che sceglierà un campeggio non proprio adeguato...
Tramite Gloria, come abbiamo già accennato, potremo assistere al conflitto tra due pregiudizi che tanto hanno contaminato gli studi antropologici, ovvero la visione del selvaggio crudele e quella del selvaggio buono. Questo manicheismo percettivo, che è stato alla base del suo desiderio di raggiungere quella foresta così selvaggia, sarà all'origine del suo desiderio di martirio, trasformandola in una sorta di Cristo proibito malapartiano. Il suo personaggio si distacca quindi dall'esaltazione della potenza dominatrice dell'uomo civilizzato che caratterizza i primi due film di Lenzi.














































