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lunedì 21 marzo 2016

It's Alive! (Baby Killer) 1974







     Los Angeles. Le contrazioni svegliano Lenore (Sharon Farrell) nel cuore della notte. Dopo aver scaricato Chris, il primogenito di undici anni, a casa di un amico di famiglia, Lenore e il marito Frank (John Ryan) si recano finalmente in ospedale.
 Frank sprizza felicità da ogni poro, contemplando i neonati nelle loro culle. Scherza anche con l'infermiera, riguardo a un'ipotetica parentela per le sue origini scozzesi. L'ingresso nell'anti-sala parto mutano quelle sensazioni. Lenore riferisce infatti dolori anomali: "è differente da Chris, questa volta".
 Lenore aveva sin dall'inizio la sensazione che quella gravidanza stesse evolvendo in maniera diversa rispetto a quella precedente. Sensazioni che le difficoltà della fase espulsiva incentivano, ma che vengono giustificate dal medico come conseguenza dell'elevato peso del nascituro e per la sua "testa enorme".
 Frank è tornato a rilassarsi, grazie agli altri padri presenti in sala d'attesa ma soprattutto grazie alla visione di quei pargoletti che dormono nelle loro culle. Improvvisamente una scena sconvolge la sua pace interiore. Il corpo di un sanitario giace a terra nel corridoio, dopo che è stato quasi escreto dalla sala parto.
   Le riprese dal basso e le carrellate, che riprendono frontalmente la corsa del padre verso la sala parto, incentivano lo stato di agitazione e di inconsapevolezza. La lunghezza focale aumenta la distorsione che introflette la struttura su Frank, come se egli stesso fosse in un canale del parto, per riemergere verso la verità traumatica e abbandonare la pace delle illusioni.
   Proprio nella sala parto l'incubo prende forma, mostrando un tappeto di corpi dalle carni squarciate, mentre Lenore è ancora stesa sul letto di parto, dibattendosi come in una crisi epilettica, a causa della contenzione, mentre chiede dove sia il suo bambino.



 Il dramma vissuto dai genitori, convinti che il loro bambino sia stato rapito o ucciso, viene sostituito da una consapevolezza ancora più inquietante: <<il vostro bambino è fin troppo vivo.>> Contemporaneamente, la polizia circonda l'edificio e il reparto.
 I medici cercano di identificare la possibile fonte di alterazione del feto, dovranno comunque scontrarsi con l'ostilità di Frank, che non ritiene il figlio un "animale" a cui dare la caccia. Il suo orgoglio dovrà fare i conti con la diffusione, nel corso della stessa mattinata, della notizia dove la sua famiglia verrà indicata come quella responsabile del parto mostruoso.




lunedì 7 dicembre 2015

Satos Vs. Etruscus: "Uomini coccodrillo" (The Alligator People, 1959) di Roy Del Ruth






     Io e l'amico Lucius Etruscus ci siamo conosciuto grazie a "La notte dei risorti viventi", prima avventura della saga weird western risorgimentale dell'eroe Giona Sei-Colpi. Conoscenza nata anche grazie a un leggero contrasto, subito chiarito, riguardo al sublime sigaro toscano. Di altre divergenze parleremo ora...
 Leggendo alcuni articoli apparsi sul suo Zinefilo, regno indiscusso del cinema di serie Z, mi è capitato di imbattermi in stroncature di film che adoro. Ho deciso quindi di creare questa rubrica, che apparirà anche su Kentucky Mon Amour, in cui recensirò film che il mio amico ha massacrato, magari trovandomi, come è capitato spessissimo, in pieno accordo con Lucius.
 Una rubrica quindi di accordi&disaccordi cinefili, ma tra amici! Leggerete recensioni indipendenti dai punti espressi dall'Etruscus e non formulate come batterie tobruchiane. Oggi prenderemo in considerazione il massacro attuato nei confronti del film  "Uomini coccodrillo" di Roy Del Ruth (qui l'articolo disgrazieto).



     Il neurologo Wayne McGregor decide di conferire con un suo collega, il dottor Erik Lorimer, riguardo lo strano risultato ottenuto, durante una seduta di narco-ipnosi, con una infermiera che lavora nella clinica, la signorina Jane (Beverly Garland).
 L'infermiera ha svelato, durante lo stato di trance, di chiamarsi in realtà Joyce, di essere la signora Webster e altri particolari ben più strani. Decidono quindi di svolgere un'ulteriore seduta, a cui assisterà anche il dottor Lorimer. Ecco la sua storia sconvolgente:
 Joyce, infermiera militare, conosce il tenente Paul Webster (Richard Crane) in Corea. Lei e Paul decidono di sposarsi non appena avranno ottenuto il congedo.
 Dopo il matrimonio, i novelli sposi passano la prima notte di nozze in treno. Joyce quasi non riesce a credere di essere finalmente la signora Webster, soprattutto dopo la guarigione miracolosa che strappò Paul da una morte quasi certa a causa di una catastrofe aerea. Il ricordo di quell'episodio getta un'ombra sulla quiete dell'ex-tenente. Ombra che diviene ancora più tetra durante la lettura di un misterioso telegramma, che squarcia la felicità derivante dai biglietti di augurio ricevuti per il lieto evento. Paul, malgrado le numerose richieste di spiegazione da parte di Joyce, scende dal treno durante una sosta di servizio, al fine di effettuare un'importantissima telefonata. Non metterà più piede su quel treno.
 Nonostante le continue ricerche, avvenute a partire dalla fermata successiva a quella a cui scese Paul, Joyce non riesce ad ottenere alcuna informazione sul marito. Grazie a un distintivo, riesce a risalire all'Università Statale della Louisiana e da questa a un indirizzo, rilasciato al momento dell'iscrizione. Ella si reca quindi a  Bayou Landing, una stazione secondaria tra le paludi della Louisiana. Aiutata da  Mannon (Lon Chaney Jr.), un uomo che si trova alla stazione per ritirare un pacco, riesce a raggiungere la tenuta "Cypresses". Il viaggio, all'interno della palude, apre un mondo selvaggio innanzi agli occhi di Joyce. E' come se il furgone di  Mannon fosse stato ingoiato da delle viscere muschiose popolate da creature ostili e orrende.  Mannon ne è l'esempio lampante, visto che la sua mano, sostituita da un gancio, è stata divorata da un'alligatore.




 La tenuta "Cypresses" non risulta più accogliente delle paludi della Louisiana. La proprietaria, Lavinia Hawthorne, non è certamente felice di addossarsi i problemi di un'estranea sposata con un'altro estraneo, visto che lei non ha alcun grado di parentela con Paul. La signora Hawthorne è comunque costretta a ospitare l'intrusa, poiché il prossimo treno partirà la mattina seguente. L'ospitalità prevede comunque l'obbligo di non lasciare la propria camera per nessun motivo.
 Riuscita a fuggire dalla sua stanza, Joyce viene quasi guidata dal suono di un piano. Un suono che la conduce a una consapevolezza sperata ma mai immaginata...




 "Uomini coccodrillo" si mostra inizialmente come un thriller caratterizzato dalla contenzione a carico di Joyce. Lei è prima in catalessi su di un lettino, per poi divenire prigioniera di quella gabbia su binari in cui si trasforma  improvvisamente il treno. Una prigione dalle cui sbarre vede il marito scomparire. Stesso dicasi della tenuta "Cypresses". Proprio come una palude appare quella casa per la mente di Joyce, sopraffatta dai dubbi e dall'incertezza in quella stanza claustrofobica. Una stanza incastonata nella sua ultima speranza.

giovedì 30 aprile 2015

Harry Angel tra "Falling Angel" di William Hjortsberg e "Angel Heart" di Alan Parker







    New York, 1959. L'investigatore privato Harry Angel viene contattato, attraverso uno studio legale, dal signor Louis Cyphre. Il colloquio preliminare con i cliente si svolge al Top of the Six, 666 Quinta Avenue. Il cliente desidera informazioni inerenti l'ex-cantante Johnny Favorite, arruolato durante la seconda guerra Mondiale e rimpatriato per le ferite riportate durante un attacco aereo tedesco. Cyphre non è un fan di questa ex-stella del palco. Il suo fine e sapere se Johnny, ricoverato all'Emma Dodd Harvest Memorial Clinic a causa delle ferite e dello shock post-traumatico, sia ancora in vita. In caso contrario lui potrebbe impugnare un certo contratto, di cui entrambi sono stati firmatari, e riscuotere quanto gli è dovuto come garanzia per la sua attività di promozione artistica.
 Dopo aver accettato l'ingaggio, Harry si reca a Poughkeepsie per ottenere informazioni dal personale della clinica. Le informazioni che otterrà, in maniera non proprio gentile, gli mostreranno che quell'indagine assegnatagli non sarà una vera e propria passeggiata. Favorite infatti è stato prelevato da un uomo e una donna ben quindici anni prima. Ciò non può che rendere ancor più complicata la sua ricerca.
 L'elemento realmente sconvolgente è l'operazione di plastica facciale da lui subita prima che venisse ricoverato alla clinica. Rintracciare una persona scomparsa da più di dieci anni e con un volto sconosciuto risulta impossibile.
  Cinquanta dollari al giorno possono aiutare a sperare in un miracolo. Cinquanta dollari al giorno possono aiutare a diventare chiaroveggenti se le carte contemplate sono quelle del passato di un uomo. Puoi cambiarti la faccia e il nome, il passato è un piccollo Hansel che ti seguirà sempre con le sue briciole indelebili.
 Il pentacolo rovesciato splenderà su ogni personaggio che Angel incontrerà durante la sua ricerca. Disegnato su una cravatta, scolpito sulla gemma di un anello, sotto forma di ciondolo. Angel spera che ciò che fu dei pitagorici, e poi vomitato dai cristiani nella fornace dell'inferno, colleghi ognuno di loro, come il grano di un rosario maledetto, alla croce che Favorite portò sulla sua spalla martoriata.
 Angel percorre un sentiero di morte come una gallina a cui l'oscurità ha divorato la testa, un sentiero in cui il sangue dei bianchi si mesce con quello dei neri. Angel percorre un sentiero dove il diavolo del deserto israelita danza con il barone dei templi caraibici, danzando e tagliando i fili  su cui si aggrappano tutti coloro che Angel sfiorerà nella sua folle corsa verso la verità.
William Hjortsberg è un visionario titano i cui piedi caprini scolpiscono la terra, permettendo alle sue ossute mani di straziarla liberando un paesaggio sotterraneo che, come un orgia infernale, risulta popolato di personaggia assurdi. Un groviglio di corpi partoriti da una terra bagnata dalle sorgenti escrete dalle Furie. Hjortsberg libera l'America da quella patina di polvere d'oro che il dopoguerra le ha soffiato addosso con sensuali labbra rosso scarlatto. Egli mostra il crogiolo del sogno americano nutrito, e a sua volta parassitato, dall'ombra perenne che si muove tra lo sventolio delle ugole urlanti.



venerdì 6 febbraio 2015

"Juan of the Dead" o "Juan de los Muertos"






    Vi sono zone nell'italica penisola in cui il soddisfacimento dei bisogni essenziali risulta un'utopia. In queste giungle di lassismo si ergon "eroi" il cui lavoro consiste nel tappar le falle dello stato assenteista.
 La colpa di queste lacune vien data una volta ai Savoia, ai Borboni, a Garibaldi, ai Tedeschi, ai Comunisti, agli immigrati, ai trans, ai massoni, alle scie chimiche, ecc... Un po' come a Cuba. Ma nella caraibica isola son più coerenti di noi e la colpa vien sempre data ai dissidenti.
 I dissidenti sono il grande male cubano ed è loro la responsabilità anche quando Mario, il presidente del Comitato per la Difesa della Rivoluzione, comincia ad azzannare come un cane idrofobo tutti i partecipanti alla riunione.
 Il virus zombesco è ormai diffuso e diversi "disordini" si verificano nell'isola a causa dei soliti dissidenti pagati dagli Stati Uniti d'America.


lunedì 12 gennaio 2015

Maledetti Sorci: I Topi di James Herbert





     E' stato ipotizzato che alcuni animali ematofagi, come i vampiri e alcuni uccelli bufagidi, discendano da un antenato vincolato mediante un legame simbiotico ad un altro organismo. Un antenato quindi che si fosse sempre limitato a "spulciare" l'animale simbionte. Il caso volle che questi antenati entrassero a contatto con il sangue dell'animale, virando quindi, dopo generazioni, dal mutualismo al puro parassitismo.

 Nella Londra del 1974, descritta da James Herbert in The Rats (I Ratti, Sonzogno), si verifica un nuovo adattamento, questa volta a carico dei topi. 
 In una casa abbandonata lungo un canale, un alcolizzato viene divorato vivo dai ratti. I loro morsi sembrano frustrate inferte da negrieri ad un fuggitivo sorpreso dopo una lunga ed estenuante caccia. Il sangue che fluidifica. La carne in brandelli. Il sapore un nuovo imprinting.

martedì 9 settembre 2014

Pazuzu, tra antichità e inconscio collettivo attraverso Blatty, Pettinato e Arona





    Il demone Pazuzu è risorto, dall'oscuro mondo delle antiche divinità, grazie al film L'esorcista tratto dal romanzo omonimo di William Peter Blatty. L'immagine qui sopra non rappresenta solo una ricostruzione scenografica di un antico amuleto assiro. Quest'immagine si è impressa nell'inconscio collettivo nutrendosi di emozioni e paure arcaiche. Pazuzu, in questo modo, ha acquisito un potere, se non più grande, sicuramente più diffuso e transculturale rispetto alla sua epoca originaria.
 Il fine di questo post è quello di indicare una bibliografia essenziale per conoscere le antiche origini e l'evoluzione di questa Divinità nella cultura contemporanea.