In un mercato dell'antiquariato, il professor Giorgio Dal Colle osserva attentamente alcune foto in vendita. Decide quindi di acquistare l'intero blocco.
L'uomo, che ha compreso l'origine di quelle foto, si reca nei sotterranei di un edificio, aprendo poi un varco in una diramazione bloccata. Raggiunta la fine del corridoio inizia a scattare alcune fotografie.
Tornato a casa, si incontra con un giornalista a cui tenta di spiegare l'importanza della scoperta effettuata. L'improvviso sopraggiungere di uno sconosciuto sconvolge i piani dei due uomini. Il professore fa nascondere il giornalista a cui da il compito di custodire le foto.
Il giornalista, sentita la messa in moto della macchina del visitatore, esce dal suo nascondiglio. Non trovando traccia di Dal colle, decide di tornare a casa.
Il professore risulterà irreperibile sia all'università sia all'appartamento. Il giornalista deciderà di indagare sulla sua scomparsa partendo proprio da quelle fotografie.
Il vecchio, il vetusto, sono elementi che ritornano nelle opere di Lorenzo Bianchini. Gli edifici abbandonati, anche se affacciati su vie popolate, conservano un'aurea di mistero e pericolo. E' come se inglobassero la persona in un disorientamento labirintico, una sorta di scambio osmotico invariabile, obbligatorio, non omissibile. Con una sovraesposizione alienante.





