Jack è alla sua terza degenza nel Centro disintossicazione di Hurley, le sue giornate passano tra infermiere obese (non tutte le infermiere sono come Gloria Guida), pazienti psicolabili (tra cui Ed, paranoico che vede cospirazioni ovunque, e Kerry, classica puttana con la faccia da angelo), terapie di gruppo e incontri con gli alcolisti anonimi.
Ma gli
incontri dei pazienti si allargano ben presto agli adepti di una
setta di fanatici il cui guru pazzoide afferma che l'alcolismo sia
una forma di possessione diabolica. L'avversione di Jack verso questi
è più che giustificata soprattutto dopo aver visto un paziente,
precedentemente sottoposto a esorcismo, venir risucchiato dalla tazza
del cesso.
L'opera
di Spender ricorda per certi aspetti Palahniuk. Lo stile grottesco e
crudo ma anche i personaggi nichilisti ed emarginati possono essere
paragonati a quelli presenti in Ninna Nanna o Soffocare. La loro
sincera e innocente follia non può che farceli amare. Risultano
spassose le acrobazie del funambolico dottor Parks costretto a
controllare un gruppo di pazienti eterogenei nelle loro psicosi e dei
volontari ex-alcolizzati che spesso risultano più pericolosi e
svitati degli stessi pazienti poiché investiti da una missione
sociale a cui si aggrappano al fine di non ripiombare nel vortice
alcolico. Missione cosmodivina investe invece i Luminosi i cui
volantini e seguaci indottrinati recitano: <<Noi drogati e
alcolisti siamo una tribù dal nome bizzarro. Siamo caduti sotto la
maledizione dell'inamore, ovvero abbiamo un buco che non può essere
riempito in nessun modo: né droga, alcol, sesso, denaro... perché
il buco non è in questo mondo, ma in un altro. Dobbiamo andare là e
turarlo>>.
