Un proiettile che illumina la notte in un acuto di sax contralto, sfrigolando come una sigaretta posta in uno shot ancora umido. Tessuto cerebrale che urla per quel calore assassino, aprendosi e squarciandosi come l'imene di una vergine partoriente.
Ecco cosa è Jake Russell, un'Atena disarmata e melanconica nella NY degli anni '30, nata tre anni prima in uno squallido vicolo della metropoli corrotta.
Nessun ricordo. Solo la ricevuta di una stanza in uno squallido hotel, arredata da una remington che ti sfida con l'ironica speranza di creare una storia con cui riempire non solo il tuo vuoto, ma anche quello esistenziale di altri uomini.
Qualcosa però sboccia, come un riflesso di vita nel bicromatismo liquido del sangue e del whisky.






