Maggio 1136 d.C. Località Arsiccio, Pisa.
Il giovane Ranieri è come un granello di sabbia sospinto dal vento. Un'anima percossa tra piaceri e bramosie. Un'anima sospinta dal fato fino ai piedi di Alberto Leccapecore di San Vito.
Alberto è un oblato visionario posto a guardia di quelle soglie da cui l'inferno traspare nelle sue forme infinite. Come un alchimista distillerà le capacità di Ranieri, distogliendolo da una vita di bagordi e vizi, rendendolo teso come un timpano divino attraverso cui risuoneranno le trombe dell'Armageddon.
Ma come tutti gli uomini che si ergono al cielo, anche Ranieri dovrà difender lo suo spirito dalle tentazioni della carne, che se pur fumata all'arom di solfatara essa corrode dolcemente i suoi pensieri.
La mano del Mazzoni è come un aratro che vergando la terra rende ignude le creature in essa celata. Questo suo sbocciare libera non anellidi ma miasmi carnei.



